[REVIEW PARTY] DOVUNQUE ANDRAI (M.R. RUSSO)

il
26 luglio 2018
Good morning readers, oggi review party per me! Il libro di cui vi parlo è “Dovunque andrai” dell’esordiente Maria Rita Russo, pubblicato il 10 luglio da Delos Digital. Amanti del romance storico non potete assolutamente perdervi questa chicca! Perché? Leggete la mia recensione e lo scoprirete.

DOVUNQUE ANDRAI
MARIA RITA RUSSO
Data pubblicazione: 10-07-2018
Editore: Delos Digital
Serie: Standalone
Finale: Autoconclusivo
Genere: Romance storico
Trama: La guerra può far incontrare due anime pure, e farle innamorare. Ma può anche tornare a dividerle, mettendo in pericolo quel sentimento d'amore che li aveva uniti per sempre...
Vietnam del Sud, 1960. Amias Bell è un giovane tenente che, durante una missione di salvataggio, si imbatte nell’indifesa Ellen, un’infermiera volontaria catturata dai ribelli vietnamiti.
Ellen è spaventata, non ha mai visto tanta cattiveria in vita sua, così Amias decide di tranquillizzarla. Tra i due nasce subito un’intesa e, quando Amias scopre che Ellen è orfana, decide di portarla con sé a Philadelphia e di farle conoscere la sua famiglia.
Per Ellen, che ha sempre vissuto in orfanotrofio, è tutto nuovo e capitola in fretta di fronte alla gentilezza e all’amore che il soldato dimostra di provare per lei e, pian piano, cede a quei sentimenti sconosciuti a cui non sa dare un nome.
In un caldo giorno di primavera Ellen e Amias diventano marito e moglie, giurandosi amore eterno. Ma un’altra missione porterà Amias di nuovo al fronte, lontano da lei. E quando il suo soldato verrà gravemente ferito, riuscirà Ellen a starsene con le mani in mano a Philadelphia, mentre l’amore della sua vita è in pericolo?
Amias ed Ellen sono due anime affini che s’incontrano per caso in un contesto orribile come quello della guerra del Vietnam.
È il 1960, il tenente Amias Bell ha ventisette anni, è uomo dedito a servire il proprio Paese e comanda i suoi uomini con impegno e responsabilità.
Ellen ha diciotto anni, è cresciuta in orfanotrofio e si sente tremendamente sola, così per sfuggire agli orrori del suo mondo parte come volontaria per la guerra.
In un giorno d’inverno, i soldati americani salvano alcuni prigionieri americani dai ribelli vietnamiti e quando Amias posa i suoi occhi su quella fragile ragazza dai capelli color cioccolato, ne rimane folgorato, tanto che dopo una breve conversazione decide che durante la sua prossima licenza l’avrebbe portata con sé a casa sua.
Non capiva cosa questo significasse, ma sapeva di volerla stringere tra le sue braccia e sussurrarle che sarebbe andato tutto bene. Era la fine dell’inverno e in quel giardino arido che era Hue gli sembrò che avesse fatto capolino una rosa.
Lasciata alle spalle la crudeltà e la cattiveria di Hue, Ellen prova per la prima volta l’emozione di salire su un aereo per raggiungere – insieme ad Amias – Philadelphia. Il soldato la conduce nel calore della sua dimora e le fa conoscere l’amore di una famiglia, e dopo le nozze anche l’amore fisico, di cui Ellen era completamente all’oscuro.
Ellen non è mai stata abituata alle gentilezze, nel suo animo regna l’insicurezza, così quando Amias con i suoi modi dolci si avvicina per scalfire il suo muro protettivo lei è confusa, non sa come comportarsi o come ricambiare le attenzioni che lui le rivolge, tuttavia pian piano glielo lascia fare, acquistando sicurezza in sé stessa e scoprendo il suo vero carattere.
Il ghiaccio incollato alla sua rosa d’inverno si stava pian piano sciogliendo.
L’arrivo di Karen e Julien – zia e cugino di Amias – porta scompiglio nella loro bolla felice ma allo stesso tempo inquieta, per via dell’imminente partenza del soldato. Ellen vorrebbe che lui rinunciasse alla missione per restare con lei, ma per il marito è impensabile l’idea di abbandonare i compagni senza una guida, quindi parte nuovamente per il fronte.
Se dal primo sguardo l’obiettivo principale di Amias diventa salvare Ellen, quando sarà lui ad essere in difficoltà riuscirà lei a riportarlo a casa?
La ragazza si renderà conto che senza il suo amato marito non esiste felicità, la rosa d’inverno è finalmente sbocciata e non ha intenzione di rinunciare al suo raggio di sole.
La narrazione in terza persona non è assolutamente fredda o impersonale: il lettore si ritrova a conoscere i pensieri e i sentimenti dei protagonisti anche se la storia non è raccontata in prima persona, e questo è un punto a favore del romanzo.
La scrittura scorre fluidamente, così come le avventure dei protagonisti che non hanno un attimo di noia, e vi ritroverete alla fine in un battito di ciglia.
In Dovunque andrai succedono moltissime cose, e se vi sembrerà che gli avvenimenti siano troppi veloci, rammentate che siamo stati catapultati nel 1960, in una società diversa da quella di oggi, con una cultura differente dalla nostra. L’amore, però, sarà sempre un sentimento senza epoca e senza confini.
Non potrei mai dimenticarmi di te. E sai perché? Perché sei la mia rosa d’inverno venuta a salvarmi. I tuoi colori abbaglianti mi hanno accecato, mi hanno salvato dall’inverno lungo e gelido dov’era sepolto il mio cuore.
– Amias, sei stato tu a salvarmi la prima volta a Hue, e non solo perché ero in pericolo. Mi hai donato qualcosa che io non sapevo nemmeno di cercare: l’amore.
Infine, vorrei condividere con voi l’ascolto di un brano che mi ha accompagnata durante questa lettura, un testo che parla di muri che crollano senza opporre resistenza facendo sì che la luce possa penetrare, come fa Ellen quando finalmente trova il modo per lasciare entrare Amias dentro di lei, e ancora di un amore di cui non si può fare a meno e che va oltre le distanze e che non svanirà mai.
La canzone a cui mi riferisco è Halo di Beyoncè, secondo me è la perfetta colonna sonora per questo romanzo. Provate e fatemi sapere se anche voi siete d’accordo con me.
– Manterrò la mia promessa, Ellen.
E io la mia, Amias. Ti seguirò dovunque andrai.
Vi lascio con quest’ultima citazione e vi invito a leggere Dovunque andrai anche se il romanzo storico non è un genere che privilegiate, perchè vi assicuro che non ve ne pentirete!


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