PAPER HEIR (ERIN WATT)

il
26 febbraio 2018
Febbraio è ormai agli sgoccioli e tra le letture di questo mese c’è stata anche una delle più recenti e attese pubblicazioni di Sperling&Kupfer. Si tratta di Paper Heir, quarto libro della fortunata serie The Royals, del duo Erin Watt (QUI le altre recensioni).
Dopo aver conosciuto, amato e patito per e con Ella e Reed, dopo aver sognato con Gideon, finalmente è arrivato anche in Italia il primo dei due volumi dedicati a Easton, il figlio mezzano di Callum Royal, lo scapestrato 17enne che già avevamo iniziato a conoscere in Paper Princess e seguenti romanzi.
Fallen Heir (questo il titolo originale), è il primo della duologia dedicato a questo Royal e finalmente si ha la possibilità di conoscere in modo più approfondito uno dei personaggi più influenti della storia dalla sua voce diretta, mentre il seguito, Paper Kingdom, uscirà prossimamente. 
In molte avevano amato Easton nella prima trilogia della serie, in molte tifavano per il suo personaggio… finalmente è arrivato il momento di parlarne in modo approfondito. Pronte per tornare a Bayview?


PAPER HEIR
ERIN WATT
Data pubblicazione: 30/01/2018
Editore: Sperling & Kupfer
Titolo Originale: Fallen Heir
Serie: The Royals(#4)
Finale: Cliffhanger
Genere: Young Adult

Trama: È nel silenzio che senti il battito del cuore. Lo senti però anche spezzarsi. Easton Royal ha tutto. È bello, divertente; possiede soldi, macchine, ragazze e un cognome che gli permette di ottenere sempre ciò che vuole. Eppure il passato gli ha lasciato parecchie cicatrici, e il suo presente è più incasinato di sempre. Gli eccessi sembrano non bastargli mai: ogni pretesto è buono per fare a botte e concedersi un bicchiere di troppo, senza pensare alle conseguenze. Tutto lo annoia ed è costantemente alla ricerca di una nuova sfida da affrontare. Forse è per questo che è così attratto dalla sua nuova compagna di scuola, Hartley Wright. Con i suoi occhi grandi e il naso all'insù, Hartley piomba nella vita di Easton in un giorno come tanti. È molto diversa dalle altre studentesse marionette della Astor Park e, soprattutto, non sembra interessata a lui. Per la prima volta, il nome dei Royal non è abbastanza. Ma Hartley è solo l'ennesima sfida, una distrazione gradita nella noia quotidiana, o davvero il più difficile da domare tra i fratelli Royal prova qualcosa per lei?
È iniziato l’ultimo anno di scuola prima del college per Easton Royal e sua sorella adottiva, Ella. Ora che non c’è più Reed (trasferitosi alla State, come Gideon), tutta l’attenzione dell’Astor è concentrata su lui e la sorella adottiva/cognata (l’intreccio famigliare è un po’ inquietante da quando Callum ha adottato legalmente la ragazza). Ovviamente però East non ha intenzione di assumere nessun comando sui compagni di scuola, lui vuole solo divertirsi e proseguire altrove.
Sono io il difetto di progettazione della famiglia Royal, quello diverso dagli altri, quello che, la maggior parte delle volte, si schianta e va a fuoco.
Easton lo abbiamo conosciuto come un ragazzo apparentemente forte, ma la sua maschera cala quando si lascia prendere dalle vecchie, insane abitudini: alcool e droghe. Beh le droghe sono una parentesi del passato e con quelle ha chiuso quando la madre si è suicidata. In questo quarto libro, il primo della duologia a lui dedicata, lo ritroviamo esattamente così: apparentemente felice ma profondamente ferito e debole. A causa delle sue dipendenze, Callum gli ha vietato di volare ed Ella lo marca stretto, perciò per sfogare la propria emotività, quando non può accedere agli alcolici e non riesce ad arrivare al porto per pestare e farsi pestare in qualche bisca clandestina, si concede all’altra sua grande passione: il sesso.
Le dipendenze non spariscono nel nulla, perciò devo placare la mia sete in altri modi più sicuri, ovvero con l’alcol, il sesso e il sangue. Stasera credo che sceglierò il sangue.
È così che ammazza il tempo e soffoca i pensieri troppo pesanti che si porta dietro e una delle sue ultime conquiste, altri non è che l’attraente professoressa di matematica, che finalmente, cede al suo flirtare. Quando, però, una chioma nera li sorprende in aula, a fine lezione, quel giochino muore sul nascere e il nuovo obiettivo di East è far tacere colei che lo ha colto in flagrante. Ma chi è quella persona? Quando finalmente East la scova, non si aspetta certo di trovarsi dinnanzi alla nuova studentessa della Astor Park, Hartley Wright.
Hartley non si fa problemi a dirmi tutto quello che non le piace di me, e non riesco nemmeno ad avercela con lei, perché ogni difetto che vede corrisponde proprio a ciò che odio di me stesso.
Hartley non è nuova di Bayview, è la figlia dell' ex candidato a sindaco della città. Dopo alcuni anni in un collegio di New York, è tornata in città da pochissimo e nella massa di ragazze super chic della scuola lei spicca per il suo essere silenziosa e isolata… perlomeno spicca per Easton che quando la vede ne rimane colpito e il suo obiettivo (oltre a farle tenere la bocca chiusa sullo spettacolino che ha visto) è quello di passarci un po’ di tempo e aggiungerla alla già lunga lista di conquiste e avventure.
Hartley è bellissima, misteriosa e per nulla intimidita dal modo di fare di Easton a cui risponde per le rime, lasciando intravedere una notevole punta ironica del suo carattere: sa chi è e cosa si aspetta da lei, ma per qualche ragione non ha minimamente intenzione di cedere al suo fascino. Certo non ne resta indifferente ma è concentrata solo su se stessa e sui suoi studi. Non ha tempo da perdere, ha altro per la testa. Easton dal canto suo, dopo essersi imbattuto nei ripetuti rifiuti di Hartley, decide di cambiare tattica: lei è sola, ha bisogno di un amico e lui questo vuol essere per la nuova arrivata. Un amico, il migliore che possa desiderare, perché la vuole nella sua vita, anche se l’idea di portarsela a letto non lo abbandona.

Ho atteso Paper Heir per mesi e le mie aspettative erano altissime visti i precedenti successi. Sfortunatamente buona parte di quelle previsioni non sono state soddisfatte quindi seppur il libro mi sia piaciuto, non mi ha lasciata pienamente soddisfatta, anche se visto il finale… sono già qui che bramo per aver tra le mani Paper Kingdom! Prima di parlarvi di quello che mi è piaciuto, voglio parlare di quello che secondo me è mancato in queste pagine.
Talvolta la noia è un bene. È nel silenzio che senti il battito del cuore.
Mentre nei precedenti romanzi si percepiva l’evoluzione dei personaggi, qui è mancata la crescita, la maturazione del protagonista: Easton nel bene e nel male rimane la stessa identica persona dall’inizio alla fine. Sì, sporadicamente ha momenti che definirei di “lucidità”, ma immediatamente dopo torna a parlare come un ragazzino immaturo, incapace di comportarsi come una persona corretta, rispettosa degli altri e in grado di assumersi le proprie responsabilità. Più volte afferma di voler smettere di bere e fare lo stupido (per non dire una brutta parola) e qualche riga dopo… è la prima cosa che fa.  Prima mette in difficoltà chi ha intorno, poi quando qualcosa va male, accusa la controparte di aver compiuto determinate azioni, seppur dettate in qualche modo da lui (tipo il misfatto con la professoressa… sì la prof ha ceduto, ma è stato lui con il suo incessante flirtare a spingerla a cedere). Insomma è profondamente immaturo!

Non vedere, pagina dopo pagina, una sorta di redenzione di questo personaggio controverso e carismatico mi ha dato un po’ fastidio, forse troppo. Infondo quello che ci si aspetta anche dagli eroi è anche questo, seppur se ne apprezzi la coerenza… ecco, qui questa caratteristica è stata eccessiva. A 17anni si ha abbastanza testa da prendere decisioni sensate e capire i propri errori… cosa che pare non interessare minimamente a Easton visto il suo modo di contraddirsi per restare fedele a se stesso.
Hartley è il suo opposto: se East è nonostante i momenti bui un animale da compagnia, lei è un’anima solitaria, se East è ricco da far impallidire chiunque, lei non proprio (e il perché non ve lo dico perché dovrete scoprirlo leggendo il libro!)… lei è attenta agli studi e a ottenere buoni voti, lui fa il minimo indispensabile nonostante abbia un’ottima mente (il classico studente “è bravo, ma non s’impegna”). Sulla bella morettina aleggia un mistero che non è dato sapere per buona parte del romanzo e non sarà del tutto chiarificato nemmeno a quel punto. È una ragazza sola, che vive lontana dalla sua famiglia, nonostante essa sia una parte importante dei ricconi di Bayview.

Lo stile delle Erin Watt, nonostante le lacune, è sempre accattivante e scorrevole ma sicuramente non ai livelli dei precedenti libri della serie. Certo era un po’ utopistico pensare di ritrovare la qualità dei primi romanzi anche in questo e già nei precedenti volumi il calo si era fatto notare un pochino. Quello che non manca di sicuro e che le due autrici sono sempre in grado di fare sapientemente, è lasciare le lettrici con il fiato sospeso, regalando numerosi colpi di scena che sfociano poi in un grandioso cliffhanger. Infatti quello che chiude questo quarto romanzo, supera di gran lunga quello di Paper Princess e di Paper Prince. In Paper Heir il patema è assicurato e promette grandi cambiamenti e tumulti nella famiglia Royal, perché quello che accade nelle ultimissime pagine potrebbe cambiare profondamente le vite di tutti i personaggi che ricorrono in questa straordinaria serie.


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